Travaglio di parto: qual è la corretta assistenza alla donna?

Travaglio di parto: qual è la corretta assistenza alla donna?

L’assistenza alla donna in travaglio deve avvenire in condizioni amichevoli e rilassate, tali da generare fiducia e ridurre l’ansia correlata all’evento, la paziente non deve mai essere lasciata sola, va somministrato ossigeno quando necessario e controllata la temperatura materna. Nelle gravidanze a basso rischio l’assunzione di liquidi e di cibo per via orale durante il travaglio è raccomandata (OMS, Intrapartum care for a positive childbirth experience, 2018, raccomandazione 24), mentre il ricorso al clistere non lo è (raccomandazione 15); il supporto di liquidi e zuccheri per via endovenosa resta riservato ai casi in cui l’assunzione per bocca non sia possibile. È inoltre importante assicurarsi che la paziente svuoti regolarmente la vescica.

In certe situazioni, se la paziente lo richiede o se il protrarsi del travaglio è eccessivo e le condizioni generali lo consentono, può essere utile la partoanalgesia mediante anestesia epidurale, procedura sicura ed efficace nel ridurre sensibilmente i dolori del parto, largamente utilizzata da decenni in tutto il mondo.

Il momento espulsivo può avvenire nella classica posizione ginecologica-dorsale, ma anche in altre posizioni più gradite alla paziente, se le condizioni lo consentono. L’episiotomia, il piccolo taglio chirurgico del perineo praticato previa disinfezione e infiltrazione della parte con anestetico locale, non va usata di routine nel parto vaginale spontaneo (OMS, 2018, raccomandazione 39): il suo impiego è riservato ai casi in cui l’indicazione emerga in quel parto.

Si agevola la fuoriuscita del corpo fetale e si attende l’espulsione della placenta. Una volta fuoriuscita la placenta l’ostetrico/a che ha assistito al parto deve verificare che non siano rimasti frammenti placentari in utero e che il viscere uterino sia ben contratto, che non ci siano sanguinamenti in atto. Deve essere infine quantificata e registrata la perdita ematica complessiva, controllati i genitali esterni e la vagina materna e suturate eventuali lacerazioni.

 

 

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