Taglio Cesareo: D’urgenza O Programmato

Secondo i dati pubblicati nelle ultime Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) l’Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di tagli cesarei, attualmente circa il 38%, ed è stata in costante aumento negli ultimi anni. Si rileva, inoltre, una notevole differenza su base regionale, con percentuali più basse ed in linea con gli standard europei nelle regioni del Nord, e percentuali decisamente più alte nelle regioni del Sud, dove raggiunge addirittura il 60% in Campania.

Alla luce di questi dati, sono state elaborate e pubblicate dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) delle Linee Guida sul taglio cesareo che rappresentano raccomandazioni per una migliore qualità e appropriatezza della pratica chirurgica nell’assistenza alla nascita. Per la versione divulgativa di tali linee guida clicca qua.

Parlando di Taglio Cesareo (TC), si deve, innanzitutto, distinguere tra TC in urgenza e TC d’elezione ovvero quello che viene programmato con una indicazione specifica e che viene eseguito qualche giorno prima della data prevista del parto.

Il TC d’urgenza viene invece effettuato quando insorgano condizioni di grave rischio per la salute o la sopravvivenza del feto o della madre, quali:

  • sofferenza fetale
  • distacco di placenta
  • prolasso di funicolo
  • eclampsia
  • sepsi

Il TC in elezione viene programmato con le seguenti indicazioni:

  • presentazione podalica
  • gravidanza gemellare in primipara
  • placenta previa
  • sproporzione feto-pelvica
  • sospetta macrosomia fetale
  • infezione da HIV
  • infezione primaria da HSV nel 3′ trimestre
  • pregresso TC in casi definititi (2 precedenti TC, TC precedente recente…)
  • fallita induzione
  • alcune condizioni di gravidanza patologica con situazioni quali ritardo di crescita intrauterino, prematurità, precedenti ostetrici negativi, etc, da valutare caso per caso

E’ fondamentale spiegare alla paziente che dovrà essere sottoposta al TC, che tale procedura ha, per la sua natura chirurgica, sempre maggiori rischi rispetto ad un parto vaginale, in termini di complicanze sia intraoperatorie che a lungo termine e che le gravidanze ed i parti successivi dovranno essere gestiti in modo diverso in considerazione della residua cicatrice uterina.

Le maggiori complicanze relative al TC sono:

  • emorragia
  • deiscenza o infezione della ferita chirurgica
  • dolore e gonfiore addominale post operatorio
  • embolia polmonare
  • sindrome aderenziale post-chirurgica
  • laparocele

Il TC è quindi una procedura chirurgica di cui non si deve abusare, che ha delle precise indicazioni, non priva di rischi e per la quale deve essere raccolto il consenso informato all’intervento ed effettuata una valutazione anestesiologica preoperatoria.