Responsabilità medica: istituita una Commissione ministeriale

responsabilità medica

Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha istituito il 28.03.2023 una Commissione ad hoc per lo studio e l’approfondimento delle problematiche relative alla responsabilità medica.

I compiti della Commissione, come riportato nella scheda di sintesi pubblicata sul sito del Ministero, sono i seguenti:

  • “esplorare l’attuale quadro normativo e giurisprudenziale in cui si inscrive la responsabilità colposa sanitaria per discuterne i limiti e le criticità e proporre un dibattito in materia di possibili prospettive di riforma;
  • proporre un’approfondita riflessione e un accurato studio sul tema della colpa professionale medica ai fini di ogni utile successivo e ponderato intervento, anche normativo”.

 

La Commissione, insediatasi lo scorso 13 aprile, è presieduta dal magistrato Adelchi d’Ippolito e composta da nove tra giuristi e medici prevalentemente romani che dovranno analizzare le criticità esistenti in tema di colpa medica e avanzare possibili prospettive di riforma. Secondo il Ministro, deve essere recuperata la serenità dei medici nell’esercizio della loro professione e ridurre il ricorso alla cosiddetta medicina difensiva.

L’istituzione di questa Commissione, afferma il Ministro, deriva dalla necessità di ricercare un equilibrio tra il diritto del sanitario di lavorare in tranquillità e quello del paziente di non essere sottoposto a tutta una serie di accertamenti inutili e richiesti da parte del medico solo al fine di mettersi al riparo da possibili “aggressioni giudiziarie”. La prescrizione di esami inutili e invasivi determina inoltre un costo non giustificato per la sanità pubblica. Sottolinea Nordio come “un medico impaurito sia un pessimo medico” e che le precedenti norme sulla responsabilità medica, il Decreto Balduzzi prima e la Legge Gelli poi, abbiamo fallito, non riuscendo ad evitare aggressioni ingiustificate a carico dei sanitari.

Tra le ipotesi in studio, la possibilità di “ostacolare” la denuncia-querela del medico, rendendo ad esempio necessaria una “denuncia qualificata” ossia assistita da una perizia giurata.

Non resta che monitorare i lavori di questa Commissione per valutare quali saranno le proposte di riforma che concretamente verranno formulate e che dovranno poi necessariamente passare al vaglio del Parlamento.

Augurando anche da parte nostra buon lavoro alla Commissione, ci auspichiamo che ogni proposta di riforma tenga comunque sempre presenti i diritti di tutela del paziente tra i quali anche quello di ottenere un giusto risarcimento del danno eventualmente subito per responsabilità medica.

Ci permettiamo inoltre di ricordare che, spesso, il medico non opera in serenità e tranquillità non solo per la paura di una denuncia ma anche perchè costretto a lavorare con un setting organizzativo non idoneo alle esigenza di cura del paziente, ad esempio per carenza di attrezzatura e/o di personale sanitario. Crediamo che gli sforzi per ricercare una buona sanità dovranno mirare anche ad una ottimizzazione delle risorse e ad una ristrutturazione globale della sanità con adeguamento degli organici e ammodernamento delle attrezzature.

 

 

 

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